venerdì 17 luglio 2020

Commissione d'esame

Il Circolo operaio ogni anno acquistava il vino per il piccolo bar. Ne acquistava diverse damigiane e doveva essere vino buono altrimenti gli avventori si sarebbero lamentati con conseguente perdita degli incassi.

Per farlo era stata istituita, ormai da anni, una commisisone di tre soci del Circolo che veniva rinnovata ogni anno attraverso elezioni. 

La commissione doveva, per una settimana, andare in giro per la Toscana, nelle zone di Volterra, San Gimignano e visitare qualche cantina. 

La visita era finalizzata ad assaggiare il vino e fatti i dovuti raffronti tra prezzo e qualità veniva deciso quale sarebbe stato il fornitore del Circolo almeno per un anno.

Avevano un rimborso spese da parte del Circolo e, se il vino era buono, imperitura riconoscenza da parte dei soci.

Per entrare nella commissione c'era una lotta all'ultimo bicchiere. Nel senso che chi ambiva a quella settimana di goduria pagava da bere a tutti per ingraziarsi il voto.

Ma chi era considerato un bevitore incallito aveva poche possibilità di essere votato. Finalmente ci furono le elezioni e la nuova commissione d'esame era così composta.

Mario detto Scalpello (50 anni) che lavorava in una segheria di marmo, Francè detto Pasticca (48 anni) che era garzone nella farmacia della cittadina e Saurino detto Pallino (30 anni) che lavorava come falegname in paese.

Il lunedì partirono dal paese con la 600 di Mario. Dovevano visitare cinque cantine in una settimana. La prima cantina che dovevano visitare era a Volterra e il proprietario si chiamava Baldelli.

Mario e Francè avevavno già partecipato a qualche commissione mentre per Pallino era la prima volta e, tra l'altro, era anche la prima volta che stava così lontano dal paese per più giorni.

Francè aveva pianificato il viaggio comprese le pensioni dove avrebbero pernottato. Arrivarono all'azienda e il Baldelli li aspettava sul grande piazzale sterrato.

Qualche volta aveva rifornito il Circolo e conosceva Mario. Scesero dall'auto e scambiati i saluti andarono verso le cantine. Il Baldelli aveva preparato su un grande tavolo uno spuntino dove erano sistemate anche delle bottiglie di vino.

Iniziarono gli assaggi... "Questo rosso ha 12 gradi, questo invece ne ha 14..." Il Baldelli versava nei bicchieri decantando le qualità dei suoi vini.

Pallino intanto aveva già mangiato quasi mezzo salame e da sotto il tavolo Mario gli mollò un calcio e un'occhiataccia. "Ahia!! Che ho fatto?" domandò massaggiandosi lo stinco il povero Pallino.

"Scusa - disse Mario - mi stiravo le gambe..."

Finita la degustazione salutarono il Baldelli dicendo che gli avrebbero fatto sapere la decisione. Saliti in macchina Mario disse a Pallino di comportarsi bene e non di farsi riconoscere per un affamato.

"O Mario ma il salame era bono! Che dovevo fà?"... "Devi assaggiare il vino, porcamà - disse Mario - un siamo qui per comprare il salame!"

Andarono in un altra cantina e continuarono con gli assaggi. La sera Francè aveva prenotato in una piccola pensione vicino a San Gimignano. Finita la cena ognuno andò nella sua camera.

Il giorno dopo andarono a un'altra cantina e iniziarono nuovamente ad assaggiare il vino. Pallino con gli occhi guardava il tavolo su cui troneggiavano salami e forme di pecorino.

Mentre Mario e Francè seguivano il padrone della cantina che illustrava le botti e le qualità del vino Pallino con mossa fulminea si mise nei pantaloni un salame intero.

Nel momento che si aggiustava alla meglio entrò la moglie del padrone, una bella donna sui quarant'anni che lo salutò ma non potè fare a meno di notare l'insolita protuberanza.

Pallino era più rosso del vino che aveva nel bicchiere e ricambiò il saluto a mezza bocca. La donna diede un ultima occhiata e poi andò a cercare il marito.

Il salame si era incastrato nelle mutande di Pallino e cercadno di fingere disinvoltura provò a seguire gli amici nel giro della cantina ma sembrava zoppo al che Mario lo vide e gli disse: "Che t'è successo?"... "Nulla , m'è preso un crampo alla gamba" rispose Pallino.

Finito il giro e le degustazioni, ritornaro alla 60 con Pallino che teneva la gamba stesa per evitare la caduta del salame. "Hai bisogno di una mano?" chiese Mario... "No, poi mi passa..." rispose Pallino.

Salirono in macchina e tornarono alla pensione. Ne Mario ne Francè avevano notato la protuberanza inguinale di Pallino ma la notò la cameriera mentre lo incrociava nella sala da pranzo.

La cameriera era un donnone di una cinquantina d'anni con un naso a patata e con un seno da guinnes e, passando accanto a Pallino gli disse "Tutta salute, eh?..." Pallino lì per lì non capì ma capì quando la cameriera gli diede uno strizzotto sul salame.

Mario e Francè erano già al tavolo e Pallino provò a sedersi ma l'impresa era titanica... "Ma stai male?" gli chiese Francè... "Si, meglio se vado a letto" rispose Pallino.

"Fa come ti pare - disse Mario - domattina si riparte".

Pallino andò verso le scale, le salì con fatica e appena entrò in camera si levò il salame dai pantaloni. "Che m'è venuto in mente!" pensò...

Ma aveva fame e quindi, tirato fuori il coltello di tasca, si mangiò mezzo salame. Aveva anche una bottiglia di vino che gli aveva regalato il Baldelli, forse per ingraziarselo, e la finì tutto.

Con lo stomaco pieno e le fette di salame che facevano la ola nel vino crollò sul letto senza nemmeno spogliarsi.


Dopo qualche ora sentì bussare piano alla porta... si alzò a sedere sulla sponda del letto e chiese "Sei te, Mario?".... nessuna risposta ma ancora un bussare leggero.

Aprì la porta e si ritrovò spiattellato sul letto con la cameriera sopra e che aveva addosso solo una sottoveste nera. 

"Mi sei piaciuto dal primo momento... sono tua!!" disse la donna cercando di affondare le mani nei pantaloni di Pallino. "No, ferma, daiiii ... " Pallino tentò di divincolarsi ma la donna era il doppio di lui e non era impresa facile.

"Non ti piaccio?" disse la donna con un alito cipollesco... Pallino, rintontito dal vino del Baldelli, dall'assalto della donna e, non ultimo da una fiatata di frittata di cipolle non riuscì a dire una parola.

Giunta all'agognato oggetto del desiderio la donna lo guardò fisso negli occhi e gli disse: " Ti si è ritirato???"... Pallino con un in un attimo di lucidità ce la fece a divincolarsi e le disse: "Non è come hai pensato... era un salame che avevo rubato" e fra se e se si meravigliò della rima baciata..

La donna si mise seduta sulla sponda del letto e iniziò a singhiozzare dicendo..."No... vuoi che me ne vada perchè non ti piaccio..."

La situazione era imbarazzante, Pallino recuperò il mezzo salame e glielo fece vedere... "Vedi, era questo che avevo nelle mutande....".

La donna si alzò, gli diede uno schiaffo e uscì sbattendo la porta.

La mattina dopo Pallino si alzò con un gran mal di testa, scese le scale e trovò Mario e Francè ad aspettarlo. "Tutto bene, omo?" gli chiese Mario... Pallino annuì senza dire parola...

Salirono in macchina e finirono la settimana degli assaggi, deciserò che il vino lo avrebbero preso dal Baldelli e ritornarono al paese.

La sera dopo ci fu l'assemblea dei soci e la commissione comunicò la decisione mentre il barista distribuiva gratis gli assaggi del nuovo vino che versava direttamente da una damigiana che il Baldelli aveva dato a Mario come omaggio.

"Bono è bono... speriamo un tu aumenti i prezzi" dicevano i soci al barista. "O Pallino, ti sei divertito a fare il giro delle cantine?" chiese il barista.

Pallino che pensava ancora al salame, alla cameriera e alla frittata di cipolle lo guardò e disse: "Mi sono divertito? Un lo so, so che io in questa commissione un ci voglio più stare. Cercatene un altro..."

Si alzò, nel silenzio generale e uscì dalla sala.

Francè guardò Mario e gli disse... "Ma un se la sarà mia presa quando l'hai brontolato per il salame che mangiava?"... 

"Gesù trasformava l’acqua in vino. Non mi stupisce che dodici discepoli lo seguissero dappertutto."
(Coluche)